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Content is King. Sto creando contenuti di valore per il mio pubblico?

È la domanda che dovrebbe farsi chiunque fa contenuti su internet, da zero a milioni di followers.

INTRODUZIONE

Oggi siamo inondati da un’overdose di contenuti, stimoli e input da decine di fonti diverse. Dai siti web ai social, dalla TV ai videowall dei negozi, tutti vogliono dire qualcosa. Me compreso.

La ragione per cui abbiamo due orecchie e una sola bocca è che dovremmo ascoltare il doppio di quanto dovremmo parlare

diceva il filosofo greco Zenone.
Il mondo moderno sembra andare del tutto al contrario, povero Zenone. E allora visto che l’offerta è pressoché infinita ma il tempo e le risorse per fruirne sono limitati, come selezionare ciò che ascoltiamo?

 

SEGUI I CONTENUTI DI VALORE PER TE

Ho discusso di questa cosa proprio in questi giorni, con mia moglie, a proposito dei contenuti che da qualche tempo sto cominciando a creare sul blog, sul podcast e sui social.

La sua prima domanda è stata: “Ma, a chi interessa ciò che scrivi?”. Sapete che non è affatto facile rispondere con coerenza e cognizione di causa a questa domanda. Non conosco tutti quelli (pochi per ora) che sono dall’altra parte a leggermi o ad ascoltarmi. A parte il nucleo di family & friends di partenza – che ringrazio per la fiducia – non ho ancora “un seguito” e non sono sicuramente qui per diventare un influencer. Ho poco da influenzare. Sono qui, però, a produrre contenuti per un motivo: provare a dare un piccolo valore, uno stimolo, a chi è interessato alle tematiche che tratto all’interno dei miei contenuti.

Se mi segui o mi conosci personalmente saprai che mi occupo di Marketing e Comunicazione, in particolare per i settori Food & Beverage e Hospitality, nell’Agenzia Circle Food Communication, di cui sono co-fondatore insieme al mio socio, Francesco.

Di marketing, comunicazione, consulenti, professionisti, agenzie ecc. è pieno il mondo. Certamente non ho inventato niente di nuovo o rivoluzionario.

E allora perché dico la mia?

Perché la differenza la fa il come e non solo il cosa.

Il valore dei contenuti che scegli di fruire online sta proprio in quel come.

 

L’IMPORTANTE È DIRE LA TUA, A MODO TUO

Sul web puoi trovare qualunque cosa: ci sono pagine, gruppi, siti per ogni ambito conosciuto dell’interesse umano. Una volta mi imbattei in un canale YouTube dove venivano pubblicati video di treni che sfrecciano sulle rotaie. La cosa mi ha incuriosito e ho visto che c’erano decine di commenti di gente entusiasta del video, che descriveva il tipo di treno, il rumore del motore, si confrontavano sul sistema frenante e così via. Pensavo fosse un caso e invece, girando tra i video correlati, ho così scoperto che c’è una comunità di persone interessate ai treni e a tutte le loro sfaccettature. A me sembrò così strano… E invece, così come per i treni, su internet c’è davvero una nicchia per tutto e tutti.

Tornando quindi alla domanda di mia moglie, se c’è qualcuno interessato ai treni che passano, ci sarà qualcuno interessato ai temi del marketing e della comunicazione in ambito food!

Certo che c’è, e ha anche già tantissima offerta di roba da poter leggere, ascoltare, guardare.

E allora ci sono più questioni. La prima è: devo aggiungermi al coro? Non c’è niente da fare: su internet bisogna esserci. Se fai il mio lavoro è difficile non usare tu stesso i mezzi che proponi ai tuoi clienti. Sarebbe come vendere la Coca Cola e non sapere nemmeno di che sa.

La seconda domanda è: come far sentire la propria voce?

 

DONE IS BETTER THAN PERFECT

Innanzitutto, bisogna iniziare da qualche parte. Done is better than perfect, dicono in Silicon Valley. Tutti quelli che hanno iniziato a fare contenuti su web, se si rivedono oggi, trovano ridicoli i loro primi video, i primi articoli, i primi podcast, i primi post (online è addirittura in vendita il primo video di Marco Montemagno). Col tempo si migliora, ci si scioglie, ci si abitua. Qualche tempo fa ho fatto un video su Instagram ed era la prima volta che ci mettevo la faccia. È stato difficilissimo. Eppure andando avanti, con costanza e perseveranza, si migliora.

Nonostante i miei 20 anni di esperienza nel mondo della comunicazione accanto agli imprenditori, sono all’inizio di questo lavoro con me stesso e non ho la pretesa che quello che faccio sia perfetto. Altroché.

Esserci però non basta. Come far sì che qualcuno ti ascolti e sia interessato a ciò che hai da dire? A questa domanda risponderei così: con un come.

 

IL VALORE DEL COME OLTRE AL COSA

L’altra parte della risposta alla seconda domanda era con un come. Già, perché come dici le cose fa la differenza nel valore che apporti a chi ti ascolta.

Ho già detto che su internet c’è di tutto e di più. È anche pieno di miei colleghi che fanno il mio stesso mestiere e che magari hanno iniziato molto prima di me. Per questo dovrei rinunciare a iniziare oggi? Niente affatto. Perché è sul mio modo di dire le cose che posso fare la differenza rispetto agli altri. Chi mi legge o mi ascolta è giusto che trovi valore per la sua azienda, per il suo lavoro o per quel suo momento, non solo nel cosa io dico (perché magari già lo dicono in tanti) ma soprattutto nel come.

Nel come ci stanno un sacco di cose: innanzitutto il mio punto di vista, la mia lettura delle cose. Tutto (o quasi) è interpretabile secondo un punto di vista personale, che chi mi segue può condividere o meno. E poi il tono di voce, la frequenza con cui pubblico, il tipo di contenuto, il tipo di canale utilizzato, la grafica dei post e chi più ne ha più ne metta.

A parità di cosa, è con le modalità che bisogna fare la differenza, nel come arrivi alle persone.

E non si tratta di costruire un personaggio che non sei, anzi. Si tratta di arrivare nel modo più diretto e autentico possibile. La comunicazione non verbale è più vecchia di noi e la sensazione arriva prima del contenuto, rendendo poi questo più o meno credibile, più o meno interessante a seconda di come è stato veicolato.

Chi legge, ascolta, guarda, in una parola “segue” qualcuno online, deve quindi trovare ciò che cerca in ciò che viene pubblicato. Deve percepire che quel contenuto è in qualche modo “di valore” per la sua persona in quel momento, in quel contesto. “Di valore” significa che è qualcosa in cui chi legge si riconosce, sia nello stile che nel contenuto. È qualcosa di utile al suo business, che gli fornisce uno spunto di riflessione su qualcosa che non sapeva, o a cui non sapeva dare un nome, che lo stimola a documentarsi di più, che ne ispira la lettura di un libro e così via. In una frase:

 

Un contenuto di valore è un contenuto che migliora in qualche modo chi ti segue

 

SE NON SONO DI VALORE PER TE, NON MI SEGUIRE

Come ho scritto all’inizio, visto che l’offerta online è pressoché infinita e c’è un grande bisogno di selezionare, la selezione va quindi fatta secondo me in base al valore che i contenuti di un certo canale hanno per te, come persona o come professionista – a seconda di ciò che segui.

Oggi internet, e in particolar modo i social, si possono usare in due modi.

Il primo: per fare pettegolezzi e farsi i fatti degli altri, andando a guardare le foto di amici e conoscenti, facendo scroll di continuo in questa slot machine che ci dà sempre qualcosa di nuovo ad ogni refresh.

Il secondo: seguire chi crea contenuti che per te hanno un valore, che migliorano in qualche modo la tua vita personale o professionale.

Lo ripeto: online c’è tutto, di tutto e di più. Scegli di seguire chi ti dà veramente qualcosa.

Se hai qualsiasi attività di business, sai che nessuno è per tutti. Nemmeno la Nutella è per tutti. Lo stesso vale per chi si espone online: non puoi piacere a tutti ed è meglio così !

 

CONCLUSIONI

Mia moglie è una psicoterapeuta, e nella nostra discussione non poteva non emergere l’aspetto relazionale in termini più filosofici, psicologici e se vogliamo anche problematici di ciò che il mondo dei social sta creando oggi a livello di relazioni interpersonali e su come questi mezzi stanno impattando sulla società e sui rapporti umani. Se hai visto The Social Dilemma sai di cosa sto parlando. Altrimenti recuperalo su Netflix, te lo consiglio.

È innegabile che bisogna ancora fare molto per far sì che questi strumenti vengano utilizzati al meglio. Bisogna creare cultura in chi li utilizza da fruitore e in chi li utilizza da creatore di contenuti, anche se il confine è molto sottile perché in qualche modo TUTTI pubblichiamo qualcosa online.

Di certo posso dire che personalmente preferisco ancora affidare alla vita reale le mie relazioni personali nel loro aspetto intimo e profondo. Online proverò ad esserci di più come professionista, in modo autentico, per condividere le mie esperienze e per creare, possibilmente, anche solo un pizzico di valore in chi vorrà incrociare il suo cammino lavorativo con il mio e quello di Circle.

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